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MEMORIE DELLA RESISTENZA

[06.04.2013]

Ore 10.00 e ore 14.00 - La Voce di Nori
2009 - Intervista a Onorina Brambilla Pesce, nome di battaglia Sandra
(durata 45’ ca).

L’intervista alla partigiana Onorina Brambilla ( 1923 – 2011 ), moglie del comandante dei Gap Giovanni Pesce, è stata raccolta nella primavera del 2009 in occasione della mostra sulla Liberazione : “Le notizie diventano storia : il 25 aprile 1945 attraverso la stampa periodica” allestita alla biblioteca Braidense dal 24 aprile al 12 maggio 2009. Nori Brambilla, che ha subito la tortura ed il campo di concentramento, rievoca nel suo colloquio con Tiziana Mazzali e Mirella Mingardo, tra i curatori della mostra, la sua entrata nei “Gruppi di difesa della Donna” all’indomani dell’8 settembre e la successiva adesione ai Gap che agivano nella città di Milano. Arrestata, conosce il carcere, la tortura e la deportazione nel campo di concentramento di Bolzano. Il suo racconto si snocciola tra fatti ed esperienze terribili che vedono una ragazzina, poco più che ventenne, proiettata in una dimensione di orrore e paura, mista a coraggio e determinazione e che dopo 65 anni Onorina racconta con estrema lucidità e fierezza. A due anni di distanza dalla sua scomparsa, la Mediateca nel celebrare la Festa della Liberazione, propone un ricordo della partigiana attraverso la sua stessa voce trasportata in un video con immagini che cadenzano il racconto. Il video sarà proiettato in sala conferenza e successivamente sarà accessibile direttamente dal sito della biblioteca con il testo integrale dell’intervista.

Ore 11 e ore 15.00 - Roma città aperta.
1945 - Regia di Roberto Rossellini; con Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Marcello Pagliero

(durata 1 h e 40’).

Un capolavoro del cinema neorealista girato nella Roma appena liberata, che descrive gli eventi di quei giorni, mentre il paese era ancora diviso dalla guerra. La storia è ambientata durante l’occupazione tedesca di Roma e descrive gli atti di eroismo e di resistenza di alcuni personaggi che si oppongono al nazismo e le conseguenze tragiche della loro scelta. Lo sguardo del regista è antiretorico e mostra senza artifici la terribile realtà che la guerra e la lotta per la libertà hanno portato. Il modo di raccontare così aderente al reale, coinvolge lo spettatore e gli fa comprendere il riscatto morale e l’eroismo del popolo italiano nella lotta di liberazione.

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