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Artisti in divisa: la Grande Guerra attraverso lo sguardo degli intellettuali, scrittori e artisti al fronte.

[09.01.2019]

ARTISTI IN DIVISA:
la Grande Guerra attraverso lo sguardo degli intellettuali, scrittori e artisti al fronte.

Mostra multimediale e rassegna cinematografica
Mediateca Santa Teresa, dal 15 gennaio all'8 febbraio 2019


All'inizio del XX secolo tutto il vecchio continente era percorso da grandi fermenti politici e sociali. Le tensioni territoriali ed economiche espansionistiche, i sentimenti nazionalistici, sostenuti dalla retorica patriottica, precipitarono gli stati verso l'ineluttabilità della guerra. Serpeggiava un diffuso sentimento di disillusione, alimentato dalla consapevolezza che il progresso tecnologico ed economico non aveva portato maggiore giustizia sociale, nè felicità. La sensazione che un'epoca stesse finendo accese il desiderio di cambiamento ed il rifiuto dello status-quo.
Allo scoppio del conflitto, deflagrato in Europa nel 1914, la classe politica italiana preferì non partecipare da subito, ma gli interventisti premevano con grande veemenza per aderire al conflitto. La loro composizione era eterogenea e trasversale agli schieramenti ideologici e politici.
I maggiori quotidiani italiani cavalcavano le tesi dei nazionalisti, attaccando in maniera violenta i neutralisti e riviste letterarie quali "La Voce" o "Lacerba" diventarono organi interventisti.
La guerra era vista come come un atto di purificazione e rinnovamento.
D' Annunzio, Papini, Prezzolini, Soffici, Marinetti, Notari erano tra gli intellettuali ed artisti maggiormente coinvolti nella propaganda a favore dell'ingresso dell'Italia nel conflitto e, alla dichiarazione di guerra dell'Italia nel 1915, una schiera di giovani intellettuali, scrittori, artisti, tra i quali Gadda, Ungaretti, Sironi, Boccioni, Marinetti, Carrà, Palazzeschi, Rosai, Malaparte, Sant' Elia, Funi si arruolarono volontari, entusiasti di partire per il fronte.
La guerra si rivelò però da subito esperienza ben diversa da quella esaltata.
Gli entusiasmi iniziali e la convinzione di una veloce e decisiva vittoria, cominciarono ad affievolirsi lasciando il posto all'attonita impotenza di fornte all'orrore della guerra di trincea e alle sanguinose battaglie, senza vinti né vincitori, che infuriarono in particolare sul fronte occidentale. Quella che doveva essere un'avventura di breve durata, si rivelò invece un'esperienza massacrante, alienante, pagata a caro prezzo in vite umane, nei 4 anni di guerra . L'Italia alla fine ottenne la vittoria, ma al terribile costo di quasi 700.000 caduti.
Il 4 novembre 1918 il Paese, stremato dallo sforzo bellico, accolse con sollievo la fine del conflitto.
Molti degli intellettuali, che volontariamente parteciparono alla guerra, morirono (Boccioni e Sant' Elia sono i nomi che vengono per primi alla mente) interrompendo l'attività nella loro età più creativa, altri, i sopravvissuti, ebbero una profonda mutazione della loro visione artistica, come accadde ad Ungaretti o a Carrà. L'esperienza di guerra acuì, esasperandola, la consapevolezza della precarietà della condizione umana. La guerra si svelava in tutta la sua assurdità e atrocità e gli intellettuali, che più di tutti avevano spinto per la partecipazione del Paese alla guerra, direttamente dal fronte riversarono nelle loro opere, figurative o scritte su carta di fortuna, le impressioni, le paure, le angosce che vivevano.
Alcune tra le più belle poesie di Ungaretti furono scritte in trincea. Opere come "Viva Caporetto!", "Giornale di guerra e di prigionia", "Due imperi... mancati", "Notturno" ecc. sono i resoconti lirici dei differenti modi con cui l'esperienza al fronte fu vissuta dagli autori e del profondo mutamento che l'orrore della guerra, con la paura e la palpabile presenza della morte, straziante e feroce, aveva segnato nel profondo delle coscienze individuali.

Questa mostra intende illustrare il tema della partecipazione degli artisti ed intellettuali alla Grande Guerra e della testimonianza che ne diedero nelle loro opere, attraverso una esposizione multimediale che comprende filmati, documentari, riproduzioni di disegni, fotografie, articoli di giornale tratti dalle raccolte dei periodici della Braidense, oltre alle riproduzioni delle pagine dei giornali di trincea, concesse dalla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma.

Il giovedì alle ore 15.00 durante il periodo della mostra saranno proiettati i seguenti film inerenti al tema della mostra e presentati dallo storico del cinema Sergio Gatti:

24 gennaio 2019, La grande guerra (1959, Mario Monicelli, 135 m)
31 gennaio 2019, Uomini contro (1971, Francesco Rosi, 101 m)
7 febbraio 2019 Torneranno i prati (2014, Ermanno Olmi, 80 m)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

  • Locandina [jpg]

  • Immagini della mostra [pdf]